Influenza

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Ogni anno quando l’influenza fa la sua comparsa. In Italia, ogni anno, almeno 6 milioni di persone vengono colpite dal virus, vale a dire cica l’8% dell’intera popolazione.

I sintomi sono sempre gli stessi; brividi, febbre anche alta, malessere generale, mal di gola, mal di testa, dolore alle ossa, dolori muscolari, tosse, rinorrea (scolo dal naso) e raffreddore.

In alcuni casi può essere accompagnata anche da patologie gastrointestinali, come la diarrea. Per una corretta diagnosi, occorre che si presentino contemporaneamente le affezioni respiratorie, muscolari e il senso di spossatezza, altrimenti ci troviamo di fronte a una semplice sindrome parainfluenzale.

Il contagio è estremamente facile e avviene esclusivamente nei luoghi chiusi. Soprattutto nelle scuole e negli asili, difatti non appena finiscono le vacanze e riaprono le scuole cominciano a manifestarsi i primi casi. Ma anche i mezzi pubblici sono un ambiente ideale per la propagazione del virus. Basta un colpo di tosse o uno starnuto, per liberare nell’aria migliaia di goccioline di saliva infetta nell’aria. Anche con la decenza di portarsi la mano davanti la bocca, la situazione non migliora. Basta infatti toccare una superficie, come una maniglia o un bottone per lasciare migliaia di virus che non aspettano altro che un nuovo ospite.

Virus dell’influenza

Il virus dell’influenza appartiene al genere Orthomyxovirus della famiglia Orthomyxoviridae. È costituito da una particella virale di forma ovale, dal diametro di 100 nanometri e un nucleo centrale di 70 nanometri. Al suo interno troviamo due glicoproteine, l’emoagglutinina (H) che permette al virus di accedere alle cellule dell’ospite e la neuraminidase (N) che è responsabile della trasmissione del virus ad altre cellule.

Esistono tre tipi di virus influenzale: tipo A, tipo B e tipo C. Gli ultimi due non ci devono preoccupare molto, al contrario del virus di tipo A. Si tratta di un virus aviario, ossia che si trasmette per inalazione, che trova nell’organismo umano un perfetto ambiente riproduttivo, ed è stato responsabile delle numerose pandemie che hanno caratterizzato la storia dell’uomo.

Le proteine H e N possono differire antigenicamente dando luogo a varianti fenotipiche virali. Esistono 18 differenti tipi di emoagglutinina (da H1 a H18) e 11 differenti tipi di neuroaminidasi (da N1 a N11). Fanno parte del sottotipo H1N1 la terribile influenza spagnola e la febbre suina, mentre l’aviaria ha avuto diversi ceppi; H5N1, H5N2, H5N9, H7N1, H7N3 1.

Prevenzione

È importante, in chiave di prevenzione, lavarsi spesso le mani nel periodo invernale, sia per limitare le occasioni di contagio sia per non prendere il virus portandosi le mani alla bocca o alle congiuntivi.

Sempre in ottica di prevenzione, possiamo rendere la vita difficile al virus dell’influenza, rafforzando il nostro sistema immunitario con una corretta alimentazione. Oltre ai classici consigli di assumere la giusta quantità di vitamina C, possiamo fare ricorso alla fitoterapia, dove viene consigliato un ciclo di 15 giorni di aloe vera. L’aloe contiene dei polisaccaridi, in particolare l’acemannano, che è il principio attivo che va a stimolare il sistema immunitario.

L’unica soluzione sicura per non prendere l’influenza rimane la vaccinazione, che va fatta in tempi non sospetti. Difatti il vaccino ha bisogno di 15-20 giorni per fare effetto, quindi va effettuato prima dell’arrivo della stagione invernale, sempre che sia stato reso disponibile dal Servizio Sanitario Nazionale.

Rimedi per l’influenza

Non esiste un rimedio specifico per l’influenza, ma solamente delle soluzioni, naturali o farmacologiche, per allievarne i sintomi. In particolare si fa un largo uso di farmaci antiinfluenzali contenenti paracetamolo e clorfenamina maleato. Il paracetamolo è un antipiretico, in grado cioè d’inibire l’enzima cicloossigenasi e di conseguenza la sintesi della prostaglandina PGE2, che aumenta la temperatura corporea. La clorfenamina maleato è un antistaminico in grado di ridurre le secrezioni nasali e contrastare la congestione delle mucose.

Per allievare la tosse, da sempre si utilizza il miele, un potente espettorante, che decongestiona bronchi e polmoni, favorendo la fluidificazione del catarro. Inoltre lenisce le mucose in caso di raucedine. Anche respirare i vapori di essenze balsamiche disciolte in acqua bollente è utilissimo per liberare le vie respiratorie.

Un rimedio naturale contro l’influenza, sia in chiave di prevenzione che di cura, è rappresentato dal tè verde. Al suo interno abbiamo le catechine che si legano alle emoagglutinine del virus, rendendolo incapace di attaccare le cellule.

È molto consigliato anche il consumo di aglio, per le sue rinomate proprietà antibatteriche.

Se nell’arco di quattro giorni i sintomi non migliorano o si notano peggioramenti nello stato di salute, allora è altamente consigliato consultare il proprio medico per evitare spiacevoli complicazioni.

Influenza in gravidanza

influenza in gravidanzaDurante la gravidanza, un’influenza non causa problemi al feto, ma una donna incinta ha un sistema immunitario più debole e il rischio di complicazioni è più alto 2.

È altamente consigliato dalla comunità scientifica l’uso del vaccino, soprattutto per donne che si trovano nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza 3.

Per quanto riguarda il primo trimestre i dati raccolti sono inadeguati, ma i pochi studi pubblicati non riportano effetti collaterali sia per la mamma che per il bambino. Le politiche sanitarie nazionali differiscono di molto. In Gran Bretagna e Germania la vaccinazione per le donne incinte non è una procedura di routine, in Canada e negli Stati Uniti si consiglia il vaccino senza tener conto del trimestre, mentre in Australia il vaccino viene offerto alle donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. In generale si tende ad evitare la vaccinazione nel primo trimestre, visto che si tratta del periodo con il rischio più alto di aborto spontaneo.

Nel caso si decida di non sottoporsi alla vaccinazione e dovesse sopraggiungere l’influenza, farmaci come il paracetamolo vanno assunti sotto stretto controllo medico. È fondamentale prendere un periodo di assoluto riposo durante il corso della patologia.