Curcuma

curcuma

La curcuma è una spezia utilizzata in cucina per la preparazione di risotti, secondi di carne, contorni, pane e oli, conferendo alle pietanze un colorito arancione, molto invitante.

Ma che cos’è la curcuma? Si tratta di una pianta erbacea originaria dell’India, appartenente alle stesse famiglia dello zenzero, le Zingiberaceae. Si coltiva nelle zone tropicali dell’Asia e gli abitanti di questi luoghi ne conoscono da millenni le proprietà curative. Infatti, da più di 5000 anni, la curcuma è utilizzata come colorante, rimedio antinfiammatorio e in alcune culture è un elemento religioso usato durante le cerimonie solenni.

Sia in cucina che nella medicina tradizionale, si utilizza il fusto sotterraneo della pianta (rizoma) che contiene i nutrimenti di riserva.

Ai giorni nostri, i produttori degli integratori alimentari affermano che la curcuma può essere utile per persone che soffrono di infiammazioni e dolori articolari, oltre per tutti coloro che desiderano ritardare i processi di invecchiamento cellulare, attraverso un’integrazione di antiossidanti.

Alla curcuma vengono attribuite proprietà per il trattamento del bruciore di stomaco, ulcere, calcoli biliari, ferite ed eczemi. Altri ancora affermano che può regolare la digestione e il flusso mestruale durante il ciclo.

Contiene betacarotene, vitamina C, calcio, flavonoidi, ferro, potassio, zinco e altri nutrienti, ma il principio attivo di maggiore interesse è la curcumina, con un sapore leggermente piccante e un odore che ricorda molto la senape.

Sono stati compiuti pochi studi per confermare o smentire i presunti benefici della curcumina, ma non si possono ignorare le ricerche preliminari che suggeriscono come questa sostanza possa essere utile per l’organismo. Ad esempio, la curcuma si è dimostrata essere abbastanza efficace nel trattamento delle ulcere peptiche e alcune ricerche condotte in laboratorio suggeriscono un possibile utilizzo nella prevenzione e cura del cancro. Uno studio condotto sulla curcumina ha rilevato come essa sia in grado d’interferire con i segnali cellulari che conducono allo sviluppo del cancro al collo e al cervello. Lo studio è stato pubblicato nel 2011, sulla celebre rivista Clinical Cancer Research 1.

La curcumina potrebbe aiutare anche nella prevenzione della perdita di massa ossea, derivante da osteoporosi. Durante uno studio del 2010, i ricercatori hanno indotto i sintomi della menopausa nei ratti da laboratorio, in quanto tale evento fisiologico, molto spesso, porta alla perdita di tessuto osseo. I ratti sono stati quindi trattati con concentrazioni variabili di curcumina. Prima e dopo la menopausa indotta, basse concentrazioni di curcuminoidi non hanno sortito effetto, ma con somministrazioni di curcuminoidi puri al 94%, si è registrata una riduzione della perdita di massa ossea, fino al 50% 2.

Se questi studi suggeriscono un possibile impiego medico, bisogna specificare che non sempre i risultati ottenuti negli animali da laboratorio o in vitro, trovano un’applicazione efficace negli esseri umani. Per tanto, sono necessarie altre ricerche per osservare gli effetti della curcuma sull’uomo.

Inoltre va considerata la ridotta biodisponibilità della curcumina, ma la ricerca si sta muovendo anche in questa direzione. Sono infatti in corso delle ricerche per aumentare la biodisponibilità della sostanza, attraverso l’associazione con la piperina, un alcaloide caratteristico del pepe nero. Gli studi preliminari hanno confermato un aumento di biodisponibilità della curcumina fino al 2000%.

Proprietà accertate della curcuma riguardano soprattutto i trattamenti di alcune situazioni patologiche legate al sistema gastrointestinale, come cattiva digestione, meteorismo e flautolenza.

A livello topico la curcuma agisce con una potente azione cicatrizzante per il trattamento di ferite, scottature e punture di insetti.