Benefici e controindicazioni del caffè

caffè

Il caffè è un elemento fondamentale della cultura italiana. Solo l’idea di non poter prendere una tazza di caffè fumante, la mattina appena svegli, è inaccettabile.

Oltre ai ben noti effetti sul sistema nervoso, la classica sferzata di energia, dobbiamo sapere che il caffè comporta altri benefici il nostro benessere quotidiano.

Il consumo di caffè si perde nei secoli. Le sue origini sono legate allo sviluppo della civiltà araba, per poi arrivare gradualmente in tutto il resto del mondo. Ancora oggi, una delle migliori miscele è proprio l’arabica. Con l’intensificarsi dei rapporti commerciali, il caffè arrivò fino in Turchia, nel XV secolo. Grazie alle buone relazioni con la repubblica di Venezia, il caffè fu conosciuto anche in Europa.

Nel 17° secolo, in Inghilterra, la popolarità della bevanda ha dato luogo alla costituzione delle cosiddette Penny University, dei locali dove con un penny si acquistava una tazza di caffè e si passava il tempo conversando con gli altri clienti.

Oggi giorno, oltre 400 miliardi di tazze sono consumate ogni anno. C’è chi lo preferisce amaro per gustare al meglio l’aroma, chi invece aggiunge un po’ di zucchero o miele. Corretto, al vetro, macchiato caldo, macchiato freddo, insomma il limite è solo la fantasia.

Grazie al suo alto tasso di consumo, il caffè viene utilizzato anche per veicolare integratori o nutraceutici. Sicuramente, almeno una volta nella vita avrete provato il caffè al ginseng, oppure al ganoderma.

Ma cosa rende una bevanda, che noi consideriamo banale, così speciale?

Benefici del caffè

É abitudine comune prendere il caffè dopo pranzo, non solo perché la caffeina ha un effetto stimolante sul sistema cardiaco e nervoso, evitando la sonnolenza, ma anche perché stimola la secrezione gastrica, favorendo di fatto la digestione.

La caffeina è la sostanza psicoattiva più consumata nel mondo. Anche tè e cioccolato contengono caffeina, ma il caffè è la fonte più importante. Il contenuto in una tazzina può variare dai 30 ai 300 mg, ma mediamente si attesta intorno ai 100 mg.

La caffeina agisce sul sistema nervoso inibendo l’azione dell’adenosina, un neurotrasmettitore che induce sonnolenza. Caffeina e adenosina hanno una struttura molto simile, questo crea una sorta d’inganno nel cervello che scambia la caffeina per adenosina. Il risultato è il rilascio di neurotrasmettitori eccitanti come noradrenalina e dopamina( 1, 2).

Grazie alla caffeina si riduce la sensazione di stanchezza e aumenta lo stato di vigilanza. Altri effetti sul sistema nervoso includono il miglioramento dell’umore, dei tempi di reazione e della funzione cognitiva generale.

Il caffè è un’ottima fonte di antiossidanti. Addirittura, i polifenoli contenuti nel caffè sarebbero più efficaci contro i radicali liberi rispetto a quelli che si trovano nella frutta e verdura( 3, 4).

La caffeina la troviamo spesso nei programmi alimentari ipocalorici. In primis per il suo effetto “brucia grassi“, andando a stimolare la lipolisi e la termogenesi. Grazie alla sua azione stimolante sul sistema nervoso, la caffeina può aiutare nel dimagrimento, aumentare il metabolismo e favorire la mobilitazione e la beta-ossidazione degli acidi grassi. Può aumentare anche le prestazioni atletiche (e difatti è una sostanza considerata come doping) fino al 12% ( 5, 6). Aiuta anche a sopprimere l’appetito durante una dieta ipocalorica, soprattutto i primi tempi, quando capita di sentirsi fiacchi e un caffè aiuta a “tirare avanti” fino al pasto successivo.

Caffè e diabete

La letteratura scientifica è divisa sul rapporto tra caffè e diabete. Secondo alcuni, il caffè può fornire una protezione contro l’insorgere del diabete di tipo 2. Ne sono convinti i ricercatori dell’Università della California, secondo i quali, bere il caffè aumenta i livelli plasmatici delle globuline leganti gli ormoni sessuali (SHBG). Queste glicoproteine controllano l’attività biologica degli ormoni sessuali, testosterone e estrogeni, che hanno un ruolo importante nello sviluppo del diabete di tipo 2 7.

Una ricerca più recente, condotta dall’Ospedale di San Daniele del Friuli, si è espressa in maniera inversa. Secondo i ricercatori italiani, chi è geneticamente predisposto al diabete di tipo 2 e soffre di ipertensione, può sviluppare preventivamente il diabete, con l’assunzione di caffè. Si è osservato che nel 24% dei soggetti predisposti, una tazzina al giorno comporta un aumento del glucosio nel sangue. La percentuale aumenta con consumi maggiori, arrivando oltre il 34% con tre tazzine al giorno 8.

Controindicazioni del caffè

effetto lassativo caffèIn molti, non appena prendono il caffè alla mattina, sentono il bisogno impellente di andare al bagno.

Questo accade per l’aumento delle secrezioni di succhi gastrici, che vengono interpretate dall’organismo, come un segnale che c’è bisogno di svuotare l’intestino. Per la maggior parte delle persone non è un problema, anzi l’effetto lassativo del caffè è molto apprezzato.

L’eccessiva attività dei succhi gastrici comincia ad essere un serio problema se si soffre di ulcera o gastrite. In questi casi bisogna evitare e sostituire il caffè con il thè.

Consigliamo di evitare il caffè la sera, soprattutto se si soffre di ansia o insonnia. L’aumento delle capacità cognitiva e le proprietà eccitanti della caffeina sono degli ostacoli al naturale ritmo sonno / veglia. Alcuni soggetti non hanno questo problema, anzi dormono anche meglio dopo aver preso il caffè dopo cena, buon per loro, ma per gli altri è meglio evitare.